Draghetti e problemini
8 - Ogni grande problema, prima, potrebbe essere stato piccolo
Sabato scorso ho letto questa frase su un libro:
“Sistema le cose man mano che ti capitano. […] Ogni cosa che rimandi diventerà più impellente domani. E ogni grande problema, prima di diventare grande, è stato piccolo.”
Mi ha colpito perché dice una cosa che condivido, semplice e scomoda allo stesso tempo, e che ho imparato con l’esperienza diretta. Per parlarne, parto da una storiella molto bella e d’impatto che mi sono ricordato proprio leggendo quelle parole.
I draghi non esistono
Una mattina Billy si svegliò e trovò un piccolo drago ai piedi del letto. Era piccolo e carino. Billy lo accarezzò e lui scodinzolò felice.
Emozionato, Billy corse subito dalla mamma.
“Mamma, c’è un draghetto in casa!”
“Billy, i draghi non esistono” rispose lei, sicura.
Billy ci credette, tornò in camera e iniziò a prepararsi ignorando il draghetto. “Se non esistono i draghetti, perché dargli attenzione?” pensò.
Il drago però lo seguì giù dalle scale, in sala, e iniziò a crescere. Prima diventò grande come un cane, poi come una persona, e poi diventò così grande da riempire tutta la casa.
Billy provava a farlo notare alla mamma, ma la risposta era sempre la stessa: “Billy, i draghi non esistono”.
A un certo punto il drago, affamato dopo il riposino, cominciò a inseguire un camioncino del pane che passava di lì. E si portò dietro la casa, talmente grande che era diventato.
Quando il papà tornò, notò che la casa non c’era più, ma seguendo le indicazioni di una vicina, la trovò ed entrò dalla finestra arrampicandosi sul drago.
“Che cosa è successo?” chiese il papà.
“È stato il drago!” disse Billy.
“Non esistono…” iniziò la mamma.
“Si che c’è un drago” disse Billy, “ed è molto grosso.”
Billy accarezzò il drago sulla testa. Il drago scodinzolò felice e iniziò a rimpicciolirsi. Diventò sempre più piccolo, fino a tornare un cucciolo.
“Beh, non è male un draghetto così piccolo,” disse la mamma, “Perché è cresciuto così tanto?”.
“Non lo so,” disse Billy, “credo che volesse solo essere notato.”
I draghetti e i problemi
Questa vicenda apparentemente è molto leggera e simpatica ma, la prima volta che l’ho letta, ho pensato “C***o, è vero!”.
Metaforicamente, tutti noi abbiamo dei piccoli draghi nella vita di tutti i giorni.
Problemi che all’inizio vediamo come innocui, semplici. O magari situazioni che rimandiamo perché “non serve” oppure “non è il momento giusto”.
Come per Billy però, i piccoli draghi ignorati, poi crescono:
Piccole incomprensioni in una relazione che possono diventare una distanza incolmabile.
Pratiche scorrette sul lavoro che, se tollerate, distruggono fiducia e cultura.
Vivere al di sopra delle proprie possibilità, che nel lungo termine potrebbe creare seri problemi finanziari.
Una comunicazione superficiale tra colleghi, che potrebbe causare il fallimento di un progetto importante.
Il punto non è il problema in sè. Il punto è il rimandare e far finta di non vedere i problemi. Oppure, peggio ancora, arrabbiarsi e lamentarsi senza fare nulla a riguardo.
Anche se crediamo che questi siano dei modi per affrontare il problema, non è così. E intanto i nostri draghetti continuano a crescere.
E quindi che possiamo fare? Beh, come ci insegna Billy, riconoscere i problemi è il primo passo per non farli crescere.
E riconoscere un problema, per me, vuol dire provare a dargli un contesto e capire cosa io, e qualsiasi altra persona coinvolta, stiamo provando a riguardo.
Non mi piace ammetterlo, ma la modalità più facile sarebbe, appunto, quella di sfogarmi (magari non riuscendo a dire realmente quello che penso), arrabbiarmi, oppure chiudermi nel silenzio.
Ma quando riesco a riconoscere il problema sul nascere senza farmi prendere dall’istinto, smetto di fare cose a caso. E a quel punto, posso provare ad affrontarlo in modo più consapevole.
Ed è proprio questo il secondo passo, affrontare il draghetto nel modo giusto, quando è ancora piccolo.
Ok, magari non sempre il draghetto sparirà completamente. Ma sarà sicuramente meglio che ignorarlo del tutto.
Infine, condivido un’altra lettura di questa storia: se qualcuno ci dice che esiste il drago, ascoltiamolo. Cerchiamo di capire e di aiutare se necessario. Non neghiamone l’esistenza.
Evoluzione
In questo momento, nella nostra vita, personale o professionale, ci potrebbero essere molti draghi, più o meno grandi.
Domandiamoci: li vediamo o li stiamo ignorando di proposito?
Se c’è un collega che si sta comportando male prendiamolo da parte e condividiamo il nostro pensiero. Oppure, se la situazione è grave, comunichiamolo a chi di dovere.
Abbiamo litigato con la persona che amiamo? Abbracciamola e facciamole sapere che ci tieniamo a chiarire. Rompere il silenzio non fa di noi delle persone deboli.
Stiamo trascurando la salute e la famiglia per il lavoro? Prendiamo una scelta. Non possiamo dare tutto in ogni singola area della nostra vita.
Ci tengo però a sottolineare un’ultima, importante cosa su questo tema. E’ fondamentale riconoscere i propri limiti e sapere che non avremo sempre le “armi” giuste per affrontare questi draghi. Allora, in questo caso, sarà fondamentale rivolgersi a qualcuno che ci potrà allenare e farci diventare abili combattenti. Quando stiamo male fisicamente, ci affidiamo ai consigli dei dottori. Allora perché non affidarsi ai consigli di psicologi, psicoterapeuti, o psichiatri se dovessimo sentirci male “emotivamente”?
Non tutti i draghetti distruggeranno la nostra casa. Ma quasi ogni drago che la distrugge, è nato come un piccolo draghetto che voleva solo essere notato.
Buona Rievoluzione 🧬
Alessandro








